Mar. Nov 3rd, 2026
Una persona legge una copia dalla copertina gialla di Gargoyle di Alfredo Vassalluzzo all’aperto

Napoli, 14 novembre 2026: è la data annunciata per la consegna del Premio Publio Virgilio Marone ad Alfredo Vassalluzzo, vincitore nella sezione Narrativa edita con Gargoyle. Il romanzo, pubblicato da Sensibili alle Foglie, arriva a questo appuntamento portando al centro dell’attenzione il rapporto fra insegnamento, detenzione e relazioni umane.

Il premio è la notizia, ma non esaurisce il significato dell’opera. Per capire il percorso che conduce alla cerimonia conviene distinguere ciò che è stato annunciato dalle questioni culturali che il riconoscimento riapre. Questo articolo raccoglie le informazioni disponibili sul libro e sul suo autore, senza presentarsi come una recensione fondata sulla lettura integrale.

Una persona legge una copia dalla copertina gialla di Gargoyle di Alfredo Vassalluzzo all’aperto

Che cosa sappiamo della premiazione

La vittoria riguarda la sezione Narrativa edita. La cerimonia si terrà a Napoli, secondo l’annuncio, il 14 novembre 2026. Alla data di questo approfondimento, il 2 novembre, si tratta quindi di un evento futuro: la consegna del premio non va raccontata come se fosse già avvenuta. Questa distinzione consente di mantenere la notizia precisa anche quando l’attesa genera curiosità.

Il materiale di riferimento non fornisce orari, sede dettagliata o modalità di partecipazione. Non è corretto ricavarli da supposizioni né trasformare la data in un invito all’accesso libero. L’informazione certa riguarda il riconoscimento attribuito al romanzo e l’appuntamento annunciato per la sua consegna. Sono elementi sufficienti per seguire il percorso del libro senza aggiungere particolari non documentati.

Il romanzo che arriva a Napoli nasce a Velletri

Gargoyle prende forma dall’esperienza dell’insegnamento nel carcere maschile di Velletri. Nella presentazione dell’opera, le lezioni sono un punto di osservazione delle persone e del contesto. L’insegnante entra con un’idea del proprio lavoro, ma l’incontro con gli studenti detenuti mette alla prova le sue convinzioni e modifica le domande che si pone.

La relazione educativa diventa così un terreno di confronto fra intenzioni e condizioni concrete. Parole, silenzi e gesti assumono un peso particolare. Non è soltanto il docente a offrire qualcosa: anche ciò che incontra produce un cambiamento in lui. È questa reciprocità, indicata nel materiale sull’opera, a collegare l’esperienza professionale con la nascita di una narrazione.

I personaggi citati sono Ling, Damir ed Ernesto. La loro presenza introduce una materia umana fatta di fragilità, maschere e contraddizioni, nella quale il dolore non esclude l’ironia. Senza inventare dettagli delle loro vicende, si può riconoscere il tema che li accompagna: la difficoltà di definire una persona una volta per tutte attraverso la condizione in cui si trova.

Perché il riconoscimento riguarda anche chi resta fuori

Un libro sulla reclusione può interrogare anche chi non ha esperienza diretta del carcere. Le informazioni fornite per Gargoyle richiamano il ruolo della cultura, gli effetti della detenzione e il reinserimento. Quest’ultimo tema porta inevitabilmente lo sguardo oltre il tempo della pena, verso il rapporto con una società che continua a formulare giudizi.

La letteratura offre qui uno spazio di attenzione. Non sostituisce un’indagine sulle istituzioni e non dimostra, da sola, l’efficacia di un intervento educativo. Permette invece di avvicinarsi alle domande attraverso una storia. Nel percorso presentato da Vassalluzzo, responsabilità individuale e identità vengono tenute in relazione, senza ridurre l’una a una cancellazione dell’altra.

Un autore, due lingue, una nuova tappa

Vassalluzzo è cresciuto nel Cilento, si è laureato in Lettere Moderne e Psicologia Clinica e insegna Italiano e Storia all’Istituto Superiore Sandro Pertini di Genzano, in provincia di Roma. La formazione umanistica e l’attenzione psicologica costituiscono parte del contesto da cui nasce il suo interesse per le relazioni.

Al pubblico italiano si affianca quello anglofono, grazie alla traduzione Behind the Law. La vicenda conserva il proprio punto di partenza italiano, mentre diventa accessibile in un’altra lingua. Dignità, esclusione ed educazione sono le questioni attraverso le quali può incontrare lettori con esperienze differenti.

L’appuntamento napoletano aggiunge dunque una tappa al cammino di Gargoyle. Chi desidera seguirlo ha già una data da segnare, mantenendo aperta la verifica dei dettagli organizzativi. E ha un motivo per tornare al libro: il premio richiama l’attenzione su una storia in cui il bisogno di comprendere non si ferma al cancello del carcere.

Di editor

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